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Eventi e News
Il lupino come l'insulina
Studio dei ricercatori del San Raffaele sugli effetti
insulino-mimetici di una proteina vegetale contenuta
La rivincita del lupino: più forte del colesterolo
I cibi del buon tempo antico possono darci un aiuto per superare
i problemi di una dieta troppo ricca e attraente, che provoca un
rilevante aumento dell'obesità.
Fiere e manifestazioni a cui saremo presenti:
TUTTOFOOD: 8 - 11 maggio 2011
FieraMilano
Conoscete il lupino?
Il Lupino è una leguminosa della granella nota e diffusa fin dall’antichità
nel bacino del mediterraneo e del Medio Oriente, per la sua adattabilità
ad ambienti ingrati, acidi e magri dove la leguminosa fallisce. Per il suo ricco
contenuto di proteine, greci e romani la utilizzavano per l’alimentazione.
In età romana era talmente diffuso che veniva usato sulla scena teatrale
al posto del denaro. In quel tempo il lupino veniva consumato dopo lunga
bollitura oppure conservato in salamoia come le olive.
In Europa settentrionale fu introdotto nel 1871 da Federico il grande di Prussia.
Questo legume sta tornando alla ribalta in campo alimentare grazie al suo
elevato contenuto proteico che lo rende complementare alla carne, inoltre
è una valida alternativa alla soia in quanto apporta meno grassi (8% vs 23%).
Recenti studi scientifici dimostrano che una frazione proteica
del lupino possiede rilevanti proprietà ipocolesterolemizzanti
ed ipoglicemizzanti.
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I semi del lupino sono: -
- altamente proteici
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- hanno una rilevante percentuale di olio (5,4 - 10%)
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- ad alto contenuto di acido alfa-linolenico
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- hanno un basso contenuto di amido (0,7-2,2%)
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- hanno un'elevata percentuale di fibra grezza (14,0 - 16,5%)
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- non contengono colesterolo
Protezione del consumatore
Al fine della trasparenza e protezione del consumatore, come per molti altri prodotti (latte, uova, soia, moll uschi, frumento, noccioline, etc.) anche il lupino è stato registrato dalla EU nell'elenco degli allergeni (Request N° EFSA-Q-2005-086, adottato il 6 dicembre 2005)
